INTERVISTA A GIULIO MACAIONE

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di Roberto Pisano

Siciliano, classe 1983, diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, debutta nel fumetto nel 2005. Autore di graphic novel quali The fag hag, Innamorarsi a Milano, Ofelia e I colori del vicino. L’anno scorso è uscito Basilicò per Bao Publishing, epopea familiare intrecciata a gustose ricette sicule, ed anche l’autoproduzione La fine dell’estate. Questo mese ha realizzato il poster per La Falla rappresentando l’incontro tra religioni.

Cosa ti ha motivato a rappresentare una scena di affettività tra credenti di diverse religioni?

L’integrazione è un tema che mi sta a cuore e la religione è, vuoi o non vuoi, uno dei principali elementi che identifica una cultura. Nonostante questo, ancora oggi il credo religioso è paradossalmente uno degli scudi dietro ai quali spesso si nascondono intolleranza, xenofobia ed estremismo.

Il pregiudizio etnico o religioso è ancora una questione aperta nella comunità LGBT?

Non sono un credente, ma conosco delle persone che lo sono. Stando a quanto queste hanno vissuto sì, la questione è decisamente aperta. Molto spesso un gay credente si trova a dover fare un doppio coming out: quello della propria omosessualità e quello della propria fede. Per di più, essere gay e religiosi in Italia non dev’essere per niente facile visto che la Chiesa cattolica (in quanto istituzione, ovviamente, poi ci sono le eccezioni) è una nemica dichiarata di tutte le conquiste civili per le quali la comunità LGBT si batte. Il pregiudizio etnico invece mi sembra abbastanza superato, per fortuna.

Credi che l’artista abbia l’onere di confrontarsi con l’attualità ed essere “partigiano”, prendere sempre una posizione di fronte al lettore?

#No. Non credo negli oneri contenutistici, nell’arte. Si può essere artisti “impegnati” o raccontare del proprio mondo interiore, una cosa non è superiore all’altra. Nei miei fumetti mi piace raccontare storie quotidiane e comuni, ma questo non significa che rispecchino il mio tempo meno del graphic journalism, ad esempio. Anche da lettore preferisco le storie che mi danno spunti di riflessione senza voler essere per forza schierate.

Stai lavorando ad una storia per Melagrana, antologia di racconti a fumetti a tema erotico per la quale è in corso un crowdfunding. Ci racconterai qual è il tuo guilty pleasure tra le lenzuola?

Sì, sarà una bella antologia con 17 storie realizzate da 21 autori e, stando a quanto ho visto finora, sarà una bomba. Il mio guilty pleasure? Non ve lo dico, ma è a metà strada tra Amélie e Moana Pozzi.

Pubblicato sul numero 25 de La Falla – Maggio 2017 

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