EDITORIALE #19, NOVEMBRE 2016

di Vincenzo Branà

 

Stiamo attraversando l’autunno dei presagi: quotidianamente schiviamo macumbe e infauste premonizioni, prodotte ad hoc dalla politica per condizionare un consenso sempre più alla deriva nel mare dell’indifferenza. Succede sicuramente in Italia dove l’appuntamento con il referendum costituzionale è diventato il countdown verso una sorta di Armageddon, annunciato da una parte e dall’altra come esito matematico della vittoria della controparte. Ma succede anche altrove, negli USA per esempio, dove il testa a testa tra Donald Trump e Hillary Clinton per la conquista della Casa Bianca ha già scatenato una propaganda a colpi di visioni apocalittiche. Donald Trump, effettivamente, è un personaggio sconcertante e la sola idea che possa diventare l’uomo più potente del mondo giustamente allarma. Per fortuna i sondaggi ma soprattutto lo straordinario talento che il candidato repubblicano dimostra nel perdere elettori a colpi di sessismo, omofobia e becera ignoranza, sembrano tenere lontana la possibilità che Trump si aggiudichi questa corsa. Tanto basta all’opinione pubblica per far rientrare l’allarme e per mostrare addirittura un certo sollievo, quantomeno prematuro. Sfumato l’interesse sul dilemma “e se vincesse Donald Trump?”, non bisognerebbe però smettere di chiedersi come ha fatto uno come Donald Trump a sfiorare la vetta del mondo. Pochi giorni fa il Guardian ci ricordava che più di vent’anni fa la politica aveva conosciuto un altro personaggio molto simile a Trump, un imprenditore molto ricco e spericolato, bugiardo, populista, sessista, omofobo. Un personaggio che quando annunció, attraverso un VHS inviato a emittenti televisive, il suo ingresso in politica, quasi nessuno prese sul serio, anzi per molti dei politici del tempo fu quasi motivo di ilarità. Ma quell’outsider alla fine vinse e governó per oltre un ventennio: si chiamava Silvio Berlusconi e il Paese era l’Italia. Da allora i suoi emuli si sono moltiplicati, dentro e fuori i confini del nostro Paese. Chi oggi scruta il futuro per scongiurarne le catastrofi, generosamente ci assolve dai drammi del presente e del passato recente. Bontà sua.

Pubblicato sul numero 19 de La Falla – novembre 2016

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...