INTERVISTA AD ANDREA TALEVI

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di Andrea Cioschi

Andrea Talevi, in arte Rov, è un giovane artista ed attivista per i diritti LGBT che ha fatto del mondo furry la sua principale fonte di ispirazione. Il tratto preciso e la morbidezza del segno lo hanno reso un punto di riferimento per la comunità furry internazionale e soprattutto uno dei maggiori creatori del suo immaginario, cui fornisce sempre nuova linfa grazie alla fantasia libera e disinibita e ad una prorompente esuberanza degli istinti e del sesso.

 

Facciamo finta di non sapere nulla. Il poster che hai realizzato per La Falla rappresenta delle figure “mezze umane e mezze animali”, come mai?

Disegno questo tipo di personaggi da quasi dieci anni, sia su commissione che per conto mio. Trovo che i furry, in quanto animali antropomorfi, costituiscano uno splendido sovra-testo per chi vuole creare un’emozione: parlano direttamente al cuore, alla pancia delle persone. Sono simboli antichi ricchi di fascino e trasudano di travolgente bellezza!

Quando sei entrato a contatto con il mondo furry?

Circa dieci anni fa, appunto. Ognuno entra in contatto in modo peculiare col furry e ancor di più con il fandom che ci sta attorno: per me è stato grazie ad un sogno e poi ad un sito internet. Il primo era erotico, ovviamente. Ed anche il secondo.

Il furry coinvolge tantissim* giovani e giovanissim*, di ogni genere ed orientamento, è una subcultura davvero trasversale e il suo immaginario è fortemente caratterizzato in termini erotici e sessualmente espliciti. Pensi che possa essere un termometro per capire quanto le nuove generazioni siano “liberate”?

Credo di sì. Mi pare una spia di una crescente auto-consapevolezza, del bisogno di vivere pienamente anche questo aspetto. Spesso sento parlare del furry come di un mascheramento, ma per me è esattamente l’opposto: è mettersi a nudo e accettarsi, in tutti gli aspetti della propria persona (compreso quello erotico/sessuale), mettendo al bando i tabù e qualsiasi assurdo senso di “colpa”.

…e poi nel poster sono in TRE!

Eh già! Del resto, non esistono solo le coppie monogame. Mi piace pensare che ogni combinazione sia una sorpresa irripetibile e che ci sia un senso profondo nella ricerca di una fluidità del rapporto amoroso, fintanto che nessuno si fa del male. Abbracciare un istinto animale può renderci, forse, tanto più umani.

Secondo te quali desideri, tensioni, aspirazioni della nostra epoca racconta il furry?

Libertà. Passione. Sincerità. Senso di fratellanza. Tutti quegli aspetti “altri” che oggi abbiamo messo un po’ in ombra e che invece dovremmo recuperare.

Una leggenda, alimentata da parecchie voci di corridoio, narra di una tua ispirazione a fatti reali per l’immagine di questo poster, potresti fornirci maggiori dettagli, nomi e immagini fotografiche?

Ah, le leggende sono così affascinanti! Purtroppo non sono solito farmi selfie nei momenti speciali e i nomi sono robe potenti… non vorrei fare una gaffe! Loro sanno chi sono, li bacio tutti di nuovo!

Ce l’hai davvero così grosso??

Nessuno si è mai lamentato.

 

Pubblicato sul numero 14 de La Falla – aprile 2016

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