LA PATATA BOLLENTE #2, febbraio 2015 – Poiane bollenti

di Irene Pasini

Febbraio, il mese di San Valentino, di Sanremo e, soprattutto, della cerimonia degli Oscar, l’evento lesbico per eccellenza. Ok, no, forse l’evento lesbico per eccellenza è l’uscita di Orange is the new black su Netflix, però ogni tanto la cerimonia viene presentata da Ellen DeGeneres e inquadrature ad Angelina Jolie, Jodie Foster e Jennifer Lawrence sono sempre assicurate, tanto basta.

E infatti il 15 gennaio, mentre la maggioranza della comunità LGBT attendeva di sapere quante nomination avrebbe ottenuto il film su Turing, The Imitation Game, io aspettavo soltanto di sentire i candidati al miglior film straniero. O meglio, aspettavo di sentir nominare, tra i candidati della categoria, il film francese La Vita di Adele, che non era stato candidato agli Oscar 2014, dei quali sarebbe stato il grande favorito, per via della tempistica d’uscita nelle sale.

Ebbene, anche quest’anno niente Adele agli Oscar.

Cospirazione omofoba all’interno dell’Academy? Considerato che a presentare la cerimonia quest’anno sarà Neil Patrick Harris, ne dubito fortemente.

E allora perché? Ecco, io una risposta me la sarei anche data. Il regista Abdellatif Kechiche ha deliberatamente tagliato fuori dalla trama del film una componente fondamentale del cinema lesbico, presente invece ne Il blu è un colore caldo, il fumetto dal quale è tratto: la “sindrome della poiana”!

Per chi non la conoscesse, con “sindrome della poiana” si vuole definire quella tendenza di molte pellicole a tema lesbico a concludersi generalmente con la morte violenta di una delle protagoniste, se non di entrambe; questo termine deriva dal film L’altra metà dell’amore, vero e proprio manifesto del lesbo drama, la cui protagonista nel finale si suicida gettandosi dal tetto di un collegio assieme al suo animale di compagnia, una poiana appunto.

State già cercando di fare mente locale di tutti i film a tematica lesbica per poter smentire questa affermazione? È presto detto: Angelina Jolie in Gia, modella, storia vera, lesbo drama anni Ottanta, droga, lei muore; Butterfly kiss, due pazze, un camion, colonna sonora dei Cranberries, muoiono entrambe; Quelle due, una è Audrey Hepburn, l’altra è Shirley MacLaine e scopre di essere innamorata della sua amica da una vita, indovinate un po’ chi muore? Monster, stranamente la lesbica è una serial killer, stranamente è Charlize Theron, si becca la pena capitale tradita dall’amante; Aimée & Jaguar, lei moglie di un generale nazista, l’altra ebrea, Germania, Seconda guerra mondiale. Che ve lo dico a fare?

(Potrei andare avanti ancora, ma dopo cinque spoiler dicono scatti l’ergastolo).

Insomma, ne La vita di Adele le lesbiche invece di ammazzarsi fanno addirittura sesso sfrenato. La lobby lesbica non poteva permettere questo oltraggio.

pubblicato sul numero 2 de La Falla – fabbraio 2015

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