Gerontofilia

di Bruce La Bruce

traduzione di Nicola Riva

Il mio film, Gerontofilia, racconta una storia d’amore tra un ottantunenne e un diciottenne: due anime perse che si incontrano in circostanze insolite. L’uomo anziano, Mr. Peabody, è stato abbandonato in una casa di cura e si è arreso alla crudeltà dell’istituto dove è confinato: imbottito di psicofarmaci e talvolta legato, è diventato simile a uno zombie. Un giorno un ragazzo di nome Lake entra nella sua stanza. La madre di Lake, un’infermiera, gli ha procurato un lavoro estivo come inserviente presso l’istituto. Il ragazzo diventa amico di Mr. Peabody e, di nascosto, fa in modo che non assuma più i farmaci pesanti che gli venivano somministrati. In un certo senso Lake riporta Mr. Peabody alla vita e lo aiuta a fuggire dall’istituto e a realizzare la sua ultima volontà: rivedere l’Oceano Pacifico.

Questo il nocciolo di Gerontofilia. In sintesi Harold e Maude incontra Qualcuno volò sul nido del cuculo. Harold e Maude di Hal Ashby – che racconta la storia d’amore tra un giovane uomo e una donna anziana – stabilì un genere intermedio tra la black comedy e il realismo romantico. Gerontofilia è più una commedia romantica con venature sovversive – come un after school special diretto da Ingmar Bergman. Uno dei colpi di scena di Gerontofilia è che il ragazzo, che non è gay (o se lo è, non lo sa ancora) e ha una ragazza, è attratto sessualmente dall’anziano. In Harold e Maude il ragazzo si innamora di un’esuberante vecchia ragazza, ma è della persona che si innamora; il fatto che sia anziana è quasi irrilevante. Lake, invece, è “afflitto” da gerontofilia – un feticismo sessuale per le persone anziane, in particolare, nel suo caso, per uomini anziani. Prova anche molta empatia per l’anziano, al punto che essa diviene per lui qualcosa di sessuale. Questa la sfida del film: far sembrare le preferenze sessuali di Lake, se non normali, almeno comprensibili e simpatetiche. Si raggiunge un equilibrio tra la natura bizzarra del suo feticismo sessuale e il legame emotivo sincero che instaura con Mr. Peabody, qualcosa che Hal Ashby è riuscito a rendere in maniera molto toccante in Harold e Maude.

Anche Qualcuno volò sul nido del cuculo è un punto di riferimento per Gerontofilia. Il film parla della crudeltà del ricovero, che è uno dei soggetti del mio film, dove la casa di cura prende il posto del manicomio. Di recente, in Nord America e in Europa, si è parlato molto del fatto che, a causa di una serie di fattori – l’aumento nel numero di persone anziane; l’assenza di fondi per i servizi sociali; il sovraccarico degli istituti, ecc. – le case di cura sono diventate a volte strutture crudeli e brutali. Carenti di personale e sovraffollati, alcuni di quegli istituti hanno fatto ricorso a un abuso di psicofarmaci, a volte uniti a strumenti di contenzione, per tenere le persone anziane docili, trattabili e, cosa più importante, asessuali. Nel corso della mia ricerca mi sono accorto subito che la carica sessuale delle persone anziane resta vitale, ma è trattata come un tabù, anche di fronte di un aumento del tasso di HIV negli istituti. La sessualità è qualcosa di cui non si parla, e l’omosessualità non è nemmeno riconosciuta.

Un po’ come McMurphy in Qualcuno volò sul nido del cuculo, il personaggio che cerca di liberare i pazienti psichiatrici dal manicomio, Lake è sconvolto dal trattamento delle persone anziane nella casa di cura, e cerca, a suo modo, di salvarne almeno uno – Mr. Peabody – dall’abuso e dalla crudeltà della situazione. Come McMurphy, Lake è un ribelle un po’ disadattato, una persona che non è a proprio agio con le regole sociali. In questo senso, la sua fuga finale dall’istituto crudele con Mr. Peabody – e il loro viaggio attraverso il Paese – è la sua piccola rivoluzione contro un mondo ingiusto.

Quando ho scritto il film, nella mia testa scorrevano delle fotografie che avevo visto – inclusa una che era appesa alla parete della mia camera da letto quando avevo vent’anni – del commediografo Samuel Beckett: rugoso come un uomo anziano, ma ancora vestito con stile, bello e sexy. Ho anche un amico, Mark Ewert, che, negli anni Ottanta, quando era un adolescente, ha avuto relazioni romantiche e sessuali con Alan Ginsberg e William S. Burroughs. Queste relazioni rare, nelle quali la giovinezza e la maturità si incontrano in un unione benefica per entrambe, sono al cuore di Gerontofilia.

Articolo correlato: Fa buon brodo, di Antonia Cassoli

pubblicati sul numero 0 de La Falla – dicembre 2014

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